Ubuntu: perché è ancora la distribuzione Linux più conosciuta?

20 ottobre 2026 14 min di lettura

Scopri cos'è Ubuntu Linux, perché è così conosciuto, come funzionano GNOME, APT e Snap, i vantaggi, i limiti e le differenze con Linux Mint.

Ubuntu: perché è ancora la distribuzione Linux più conosciuta?

Ubuntu è una delle distribuzioni Linux più conosciute, anche da chi non ha mai utilizzato un sistema operativo diverso da Windows o macOS. Ma perché, dopo oltre vent’anni e con centinaia di distribuzioni Linux disponibili, il suo nome continua a essere un punto di riferimento?

La risposta non riguarda soltanto la semplicità dell’interfaccia o la quantità di software disponibile. Per capire il successo di Ubuntu bisogna considerare la sua storia, il rapporto con Debian, il ruolo di Canonical e alcune scelte tecniche che hanno contribuito a renderlo accessibile a un pubblico sempre più ampio.

In questo articolo scopriremo cos’è Ubuntu Linux, come funziona, cosa offre oggi e quali sono i suoi principali vantaggi e limiti, con uno sguardo anche alle differenze rispetto a Linux Mint.

Cos’è Ubuntu Linux?

Ubuntu è una distribuzione GNU/Linux gratuita e open source, basata su Debian e sviluppata con il sostegno di Canonical e della comunità.

Una distribuzione Linux è un sistema operativo completo che combina il kernel Linux con programmi, librerie, strumenti di configurazione e applicazioni necessarie per utilizzare un computer.

Il kernel Linux si occupa di gestire risorse come processore, memoria e periferiche. La distribuzione aggiunge tutto ciò che serve per trasformare questi componenti in un sistema utilizzabile.

Ubuntu è disponibile in diverse varianti, fra cui:

  • Ubuntu Desktop, pensata per computer personali e workstation.
  • Ubuntu Server, destinata ad ambienti server e infrastrutture.
  • Ubuntu Core, orientata a dispositivi embedded e IoT.

Esistono inoltre diverse varianti ufficiali, chiamate flavours, che utilizzano ambienti desktop differenti, come Kubuntu con KDE Plasma e Xubuntu con XFCE.

Nel nostro approfondimento ci concentreremo soprattutto su Ubuntu Desktop, la versione che molti utenti incontrano quando decidono di provare Linux per la prima volta.

Come nasce Ubuntu: torniamo al 2004

Per capire perché Ubuntu sia diventato così importante, dobbiamo tornare al 2004.

Linux era già una realtà consolidata, con distribuzioni come Debian, Red Hat e SUSE. Tuttavia, per molti utenti, installare e utilizzare Linux richiedeva ancora una certa familiarità con gli strumenti informatici.

Ubuntu nasce con l’obiettivo di rendere Linux più accessibile, mantenendo i principi del software libero.

Il progetto viene promosso da Mark Shuttleworth, imprenditore sudafricano e fondatore di Canonical. La prima versione, Ubuntu 4.10 Warty Warthog, viene pubblicata nell’ottobre 2004.

Una delle intuizioni più importanti è stata quella di proporre un sistema con un’esperienza desktop relativamente semplice, aggiornamenti regolari e un ciclo di sviluppo prevedibile.

L’obiettivo non era inventare un nuovo kernel o sostituire l’intero ecosistema Linux, ma rendere più semplice utilizzare tecnologie già esistenti.

Nel tempo Ubuntu è diventato un nome riconoscibile non soltanto nel mondo desktop, ma anche nello sviluppo software, nei server e nelle infrastrutture cloud.

Ubuntu e Debian: qual è il rapporto?

Una delle caratteristiche fondamentali di Ubuntu è il suo rapporto con Debian, una delle distribuzioni GNU/Linux storiche.

Ubuntu deriva da Debian e ne utilizza numerose tecnologie, tra cui il sistema di gestione dei pacchetti APT e il formato Deb.

Ma questo non significa che Ubuntu sia semplicemente Debian con uno sfondo diverso.

Canonical e gli sviluppatori Ubuntu selezionano, integrano, modificano e mantengono i componenti della distribuzione, definendo un proprio ciclo di rilascio e prendendo decisioni specifiche sull’esperienza utente.

Possiamo rappresentare una parte di queste relazioni così:

             Debian
                |
                v
              Ubuntu
                |
        +-------+-------+
        |               |
        v               v
    Linux Mint      Pop!_OS
  (edizione          (base Ubuntu
   principale)        in diverse release)

Lo schema è una semplificazione: le distribuzioni derivate sono progetti autonomi, con sviluppi e scelte proprie.

Linux Mint, ad esempio, utilizza Ubuntu LTS come base per la sua edizione principale, ma adotta un ambiente desktop differente e decisioni specifiche sulla gestione del software. Esiste anche LMDE (Linux Mint Debian Edition), che deriva direttamente da Debian.

Questa struttura mostra una delle caratteristiche più interessanti del mondo Linux: ogni distribuzione può costruire un’esperienza diversa partendo da tecnologie condivise.

Canonical: perché un’azienda ha fatto la differenza?

Una delle particolarità di Ubuntu è il ruolo svolto da Canonical, l’azienda fondata da Mark Shuttleworth.

Molte distribuzioni Linux nascono e crescono prevalentemente attraverso comunità di volontari. Ubuntu combina invece il contributo della comunità con quello di un’organizzazione commerciale.

Canonical investe nello sviluppo della distribuzione, nell’infrastruttura, nella sicurezza, nella documentazione e nel supporto professionale.

Questo modello ha contribuito a rendere Ubuntu interessante anche per aziende e organizzazioni che hanno bisogno di sistemi mantenuti nel tempo.

Per un utente domestico, sapere che una distribuzione viene aggiornata regolarmente può essere rassicurante. Per un’azienda, la disponibilità di documentazione, aggiornamenti di sicurezza e servizi professionali può essere un requisito operativo.

Naturalmente, il coinvolgimento di un’azienda introduce anche decisioni che non sempre incontrano il consenso dell’intera comunità open source.

Un esempio particolarmente discusso riguarda l’integrazione di Snap, che approfondiremo tra poco.

Ubuntu LTS: cosa significa e perché è importante?

Uno degli elementi distintivi di Ubuntu è il suo ciclo di rilascio prevedibile.

Canonical pubblica normalmente una nuova versione di Ubuntu ogni sei mesi, ad aprile e ottobre.

Ogni due anni, ad aprile, viene pubblicata una versione LTS, acronimo di Long Term Support, cioè supporto a lungo termine.

Le versioni LTS ricevono cinque anni di manutenzione di sicurezza standard per i pacchetti coperti, con possibilità di estensione attraverso i servizi Ubuntu Pro.

Le versioni intermedie ricevono invece nove mesi di supporto.

Ubuntu 26.04 LTS e Ubuntu 26.10

A ottobre 2026, due versioni sono particolarmente rilevanti:

Versione Tipologia Caratteristiche
Ubuntu 26.04 LTS Supporto a lungo termine GNOME 50, ciclo di manutenzione pluriennale
Ubuntu 26.10 Versione intermedia GNOME 51, supporto di 9 mesi

La versione Ubuntu 26.04.1 LTS include aggiornamenti e correzioni successive al rilascio iniziale di aprile 2026.

Per chi desidera utilizzare Ubuntu quotidianamente senza cambiare frequentemente versione, una LTS rappresenta generalmente la scelta più pratica.

Questo non significa che una LTS non riceva aggiornamenti o che tutti i programmi rimangano invariati. Significa che il progetto privilegia un ambiente con una manutenzione prevedibile nel tempo.

Le versioni intermedie sono invece interessanti per chi desidera provare più rapidamente nuovi componenti, kernel e funzionalità.

Per maggiori informazioni puoi consultare la documentazione ufficiale sul ciclo di rilascio Ubuntu .

Come si presenta Ubuntu Desktop oggi?

Quando avviamo Ubuntu Desktop, troviamo un’interfaccia grafica basata su GNOME, uno degli ambienti desktop più importanti del mondo Linux.

Nella versione Ubuntu 26.04 LTS, l’ambiente desktop è basato su GNOME 50, con alcune personalizzazioni specifiche introdotte da Ubuntu.

L’interfaccia comprende un dock laterale, una barra superiore e una panoramica delle attività che permette di visualizzare finestre aperte, spazi di lavoro e applicazioni.

GNOME: una filosofia diversa da Windows

Chi arriva da Windows può notare subito alcune differenze.

Invece di riprodurre esattamente la struttura del menu Start e della barra delle applicazioni, GNOME propone un modo diverso di organizzare il lavoro.

La schermata Activities, o panoramica delle attività, consente di cercare applicazioni, individuare finestre e passare da uno spazio di lavoro all’altro.

Il dock permette di accedere velocemente ai programmi utilizzati più frequentemente.

L’obiettivo è offrire un ambiente ordinato e relativamente essenziale, in cui l’utente possa concentrarsi sulle applicazioni.

Non è necessariamente una filosofia migliore o peggiore rispetto a quella di Windows o di altri desktop Linux: è semplicemente una scelta progettuale.

Chi desidera un’interfaccia più tradizionale potrebbe preferire Cinnamon, utilizzato da Linux Mint, oppure KDE Plasma.

Come installare programmi su Ubuntu: App Center e repository

Una delle differenze più importanti tra Linux e altri sistemi operativi riguarda la gestione del software.

Su Windows siamo abituati, in molti casi, a cercare un programma sul sito del produttore, scaricare un installer ed eseguirlo.

Su Ubuntu, invece, gran parte del software può essere installata attraverso repository, cioè archivi di pacchetti gestiti e distribuiti attraverso infrastrutture dedicate.

Un repository contiene programmi e informazioni necessarie per distribuirli e aggiornarli.

Ubuntu offre un’applicazione grafica chiamata App Center, dalla quale è possibile cercare programmi, consultarne i dettagli e installarli senza necessariamente utilizzare il terminale.

Questo approccio semplifica anche gli aggiornamenti: una parte importante del software installato può essere mantenuta attraverso gli strumenti previsti dal sistema.

App Center supporta applicazioni disponibili come pacchetti Snap e Deb. Quando un’applicazione è presente in entrambi i formati, lo Snap viene generalmente presentato per primo.

Ed è proprio qui che incontriamo una delle particolarità di Ubuntu.

APT, pacchetti Deb e Snap: quali sono le differenze?

Ubuntu utilizza diversi strumenti e formati per gestire il software.

Capire la distinzione tra APT, Deb e Snap è utile anche se non intendiamo diventare esperti di Linux.

APT: la gestione tradizionale dei pacchetti

APT, acronimo di Advanced Package Tool, è il sistema di gestione dei pacchetti utilizzato da Ubuntu e Debian.

APT permette di cercare, installare, aggiornare e rimuovere software proveniente dai repository configurati.

Ad esempio, per cercare VLC possiamo utilizzare:

apt search vlc

Per visualizzare informazioni sul pacchetto:

apt show vlc

Per installarlo:

sudo apt install vlc

APT gestisce anche le dipendenze, cioè gli altri componenti software necessari per il funzionamento di un programma.

Questo meccanismo consente di amministrare numerosi pacchetti attraverso un sistema centralizzato.

Che cosa sono i pacchetti Deb?

I file con estensione .deb sono pacchetti nel formato utilizzato dalle distribuzioni derivate da Debian.

Contengono software e metadati necessari per la sua installazione.

È importante distinguere i due concetti: Deb è un formato di pacchetto, mentre APT è uno strumento che gestisce pacchetti e repository.

Snap: un modello differente

Accanto ai pacchetti Deb, Ubuntu integra Snap, un sistema di distribuzione software sviluppato da Canonical.

Gli Snap possono includere numerose dipendenze necessarie all’applicazione e utilizzano meccanismi di isolamento, con modalità e livelli di confinamento che variano in base al pacchetto.

Per visualizzare gli Snap installati possiamo eseguire:

snap list

Per consultare le informazioni relative a Firefox:

snap info firefox

Snap punta a semplificare la distribuzione di applicazioni tra sistemi differenti e a consentire aggiornamenti gestiti attraverso il proprio ecosistema.

Tuttavia, queste caratteristiche comportano compromessi che meritano attenzione.

Perché Snap divide la comunità Linux?

Snap è probabilmente una delle scelte più discusse di Ubuntu.

Da un lato offre vantaggi concreti:

  • Distribuzione semplificata delle applicazioni.
  • Possibilità di integrare diverse dipendenze nel pacchetto.
  • Aggiornamenti automatici gestiti dal sistema Snap.
  • Meccanismi di isolamento e controllo degli accessi, quando previsti dal confinamento dell’applicazione.

Dall’altro, alcuni utenti criticano determinati aspetti dell’ecosistema.

Tra le osservazioni più comuni ci sono i tempi di avvio e l’occupazione di spazio di alcune applicazioni, il controllo degli aggiornamenti e la centralizzazione dello Snap Store gestito da Canonical.

Esistono inoltre alternative come Flatpak, che propone un diverso modello di distribuzione delle applicazioni desktop.

La discussione non si riduce quindi a stabilire se Snap sia buono o cattivo.

La questione riguarda anche quale modello di gestione del software preferiamo e quanto controllo vogliamo mantenere sulle applicazioni installate.

Per un utente che desidera semplicemente un sistema funzionante, l’integrazione di Snap potrebbe non rappresentare un problema. Per chi attribuisce particolare importanza alla decentralizzazione e al controllo dell’ambiente, potrebbe invece essere un criterio di scelta significativo.

Ubuntu vs Linux Mint: quale scegliere?

Ubuntu e Linux Mint condividono numerose tecnologie, ma offrono esperienze differenti.

Abbiamo già approfondito Linux Mint nel nostro video dedicato:

Linux Mint: è la scelta migliore per iniziare con Linux?

La differenza più evidente riguarda l’ambiente desktop.

Ubuntu utilizza GNOME, mentre l’edizione principale di Linux Mint utilizza Cinnamon, che propone un’organizzazione più tradizionale, con menu, pannello e finestre.

Ma le differenze non sono soltanto estetiche.

Caratteristica Ubuntu Linux Mint
Base Debian, con integrazione Ubuntu Principalmente Ubuntu LTS
Desktop principale GNOME personalizzato Cinnamon
Filosofia dell’interfaccia Panoramica attività e dock Menu e pannello tradizionali
Pacchetti Deb e APT Sì Sì
Snap Integrato Non abilitato per impostazione predefinita
Flatpak Installabile separatamente Integrato nell’edizione principale
Ciclo di riferimento LTS e versioni intermedie Rilasci principali basati su Ubuntu LTS

Ubuntu può essere interessante per chi desidera utilizzare GNOME e beneficiare direttamente dell’ecosistema Canonical.

Linux Mint può invece risultare più familiare a chi arriva da Windows e preferisce un desktop tradizionale, oltre a un approccio differente alla gestione delle applicazioni.

Non esiste una scelta universalmente migliore: dipende dal modo in cui vogliamo utilizzare il computer.

I principali vantaggi di Ubuntu

Dopo aver esaminato il funzionamento di Ubuntu, possiamo individuare alcuni aspetti che hanno contribuito al suo successo.

1. Una distribuzione accessibile

Ubuntu offre un ambiente grafico completo e numerosi strumenti che permettono di utilizzare Linux senza dover necessariamente ricorrere al terminale.

Questo non elimina ogni difficoltà, ma riduce diverse barriere d’ingresso.

2. Documentazione e comunità

Essendo una distribuzione molto conosciuta, Ubuntu dispone di numerose guide, discussioni tecniche, forum e risorse ufficiali.

Quando incontriamo un problema, è spesso possibile trovare documentazione o esperienze di altri utenti.

3. Supporto prevedibile con le versioni LTS

Le versioni LTS offrono un periodo di manutenzione più lungo, utile per chi desidera evitare aggiornamenti frequenti dell’intero sistema operativo.

4. Utilizzo nel mondo dello sviluppo

Ubuntu viene utilizzato anche per attività di programmazione, virtualizzazione, container, automazione e amministrazione di sistemi.

La disponibilità di strumenti e documentazione lo rende una piattaforma interessante per sviluppatori e professionisti IT.

5. Un ecosistema ampio

Ubuntu non è soltanto una distribuzione desktop. La presenza in ambito server, cloud e professionale contribuisce alla riconoscibilità del progetto e alla disponibilità di competenze.

Quali sono i limiti di Ubuntu?

Anche Ubuntu presenta aspetti che possono non convincere tutti.

L’interfaccia GNOME non è necessariamente la più intuitiva per chi arriva da Windows. Alcuni utenti potrebbero preferire un ambiente con organizzazione più tradizionale.

L’integrazione di Snap è un’altra scelta che può dividere, soprattutto tra utenti abituati a gestire personalmente pacchetti, repository e aggiornamenti.

Inoltre, Ubuntu non è sempre la distribuzione più leggera per computer molto datati. In questi casi possono essere più indicate distribuzioni o varianti ufficiali con ambienti desktop meno esigenti.

Infine, la presenza di Canonical può rappresentare un vantaggio in termini di supporto e integrazione, ma anche un elemento da valutare per chi predilige progetti con una governance prevalentemente comunitaria.

A chi conviene Ubuntu oggi?

Ubuntu è una scelta da considerare per chi vuole iniziare con Linux, ma anche per chi desidera una piattaforma stabile per lavoro, studio e sviluppo software.

Può essere particolarmente interessante per:

  • Principianti, che cercano una distribuzione con documentazione e strumenti grafici.
  • Sviluppatori, interessati a terminale, linguaggi di programmazione, container e ambienti di sviluppo.
  • Professionisti IT, che lavorano con tecnologie Linux anche in ambito server e cloud.
  • Utenti desktop, che apprezzano la filosofia GNOME e il ciclo di supporto LTS.

Chi cerca invece un desktop più tradizionale può valutare Linux Mint. Chi desidera un sistema maggiormente configurabile può esplorare altre distribuzioni, come Debian, Fedora o Arch Linux.

La scelta dipende sempre dalle esigenze, dall’hardware disponibile e dal livello di controllo desiderato.

Perché Ubuntu è diventato così conosciuto?

Torniamo alla domanda iniziale: perché Ubuntu continua a essere uno dei nomi più riconoscibili del mondo Linux?

Non esiste una singola risposta.

Ubuntu ha contribuito a rendere Linux più accessibile in un momento in cui molte persone lo consideravano un sistema complesso.

Ha introdotto un modello di rilascio prevedibile, ha costruito un’identità riconoscibile e ha potuto contare sull’investimento di Canonical e sul contributo di una vasta comunità.

Nel tempo, la diffusione del progetto nello sviluppo software, nei server e nel cloud ha rafforzato ulteriormente il suo nome.

Questo non significa necessariamente che Ubuntu sia la distribuzione desktop più installata al mondo: le quote di mercato delle distribuzioni Linux non sono semplici da misurare con precisione.

Significa però che Ubuntu ha avuto un ruolo importante nel rendere Linux un’opzione concreta e riconoscibile per utenti, sviluppatori e organizzazioni.

Ed è probabilmente questa combinazione di accessibilità, continuità ed ecosistema che spiega buona parte della sua notorietà.

Guarda il video: Ubuntu, perché è ancora così conosciuto?

Nel video pubblicato sul canale ScrivoCodice approfondiamo questi argomenti mostrando realmente Ubuntu Desktop, GNOME, App Center, APT e Snap.

Vedremo anche le differenze essenziali con Linux Mint, per capire quale esperienza possa essere più adatta alle diverse esigenze.

Segui il canale ScrivoCodice su YouTube per continuare il percorso dedicato a Linux e alle sue distribuzioni.

Nel prossimo approfondimento scopriremo cosa sono i Desktop Environment e perché GNOME, KDE Plasma, Cinnamon e XFCE possono offrire esperienze così differenti pur utilizzando lo stesso kernel Linux.

Domande frequenti su Ubuntu Linux

Ubuntu è gratuito?

Sì. Ubuntu Desktop può essere scaricato, installato e utilizzato gratuitamente. Canonical offre anche servizi commerciali e opzioni di supporto aggiuntive.

Ubuntu è adatto ai principianti?

Sì, Ubuntu è una delle distribuzioni che vale la pena considerare per iniziare con Linux, grazie agli strumenti grafici, alla documentazione e al supporto della comunità. La facilità d’uso dipende comunque dalle abitudini e dalle esigenze personali.

Qual è la differenza tra Ubuntu e Debian?

Ubuntu deriva da Debian, ma possiede un proprio ciclo di rilascio, repository, integrazioni e decisioni progettuali. Debian e Ubuntu sono due distribuzioni distinte.

Meglio Ubuntu o Linux Mint per chi arriva da Windows?

Linux Mint Cinnamon offre un’interfaccia più vicina all’organizzazione tradizionale di Windows. Ubuntu utilizza GNOME, che segue una filosofia differente. Entrambe possono essere utilizzate dai principianti.

Che differenza c’è tra Ubuntu LTS e una versione normale?

Le versioni LTS vengono pubblicate ogni due anni e ricevono cinque anni di manutenzione di sicurezza standard per i pacchetti coperti. Le versioni intermedie vengono supportate per nove mesi e permettono di utilizzare componenti più recenti.

Ubuntu usa APT o Snap?

Ubuntu utilizza entrambi. APT gestisce i pacchetti tradizionali provenienti dai repository, mentre Snap è un sistema aggiuntivo per distribuire e aggiornare applicazioni.

Ubuntu è sicuro?

Ubuntu include strumenti di sicurezza, aggiornamenti e meccanismi di isolamento. Come per qualsiasi sistema operativo, la sicurezza dipende anche dalla configurazione, dalla tempestività degli aggiornamenti e dal comportamento dell’utente.